Da “La Tribuna di Treviso” del 24 aprile 2015
Vidor
Tempi più lunghi per il nuovo ponte sul Piave
VIDOR. Per ogni passo avanti, due indietro. A due anni dalla firma di Luca Zaia sul progetto preliminare, che prevedeva la posa della prima pietra nel 2016 e il taglio del nastro nel 2018, il cronoprogramma per il nuovo ponte sul Piave a Vidor è al punto di partenza. Anzi, un po’ più indietro: non è sicuro nemmeno il tracciato della nuova strada di collegamento tra Destra e Sinistra Piave, tra vincoli della Sovrintendenza ed espropri da finalizzare.
Senza dimenticare, soprattutto, lo scoglio principale: servono almeno 30 milioni di euro. È quanto emerso dall’ultima riunione tra sindaci ed enti preposti alla sua realizzazione. Il primo cittadino di Vidor, Albino Cordiali, non perde l’ottimismo, ma riconosce che la strada è ancora molto lunga: «In questi giorni stiamo mettendo assieme tutte le osservazioni che ci sono arrivate, soprattutto sul tema sicurezza idraulica, perché il Piave è imprevedibile. Poi, fisseremo un nuovo incontro tra sindaci, Regione, Sovrintendenza, Genio Civile». Il ponte di Vidor è un tema caldo anche per la campagna elettorale alle elezioni regionali: nelle scorse settimane infatti la candidata del Pd alla Presidenza della Regione Alessandra Moretti ha incontrato Cordiali proprio su questo tema. E anche la corsa per la poltrona da sindaco di Vidor sarà inevitabilmente condizionata dalla discussione sul ponte, tema molto caro sia a Cordiali che al suo sfidante Egidio Costa. (a.d.p.)
NUOVO PONTE SUL PIAVE TRA COVOLO E VIDOR
Vidor
Tempi più lunghi per il nuovo ponte sul Piave
VIDOR. Per ogni passo avanti, due indietro. A due anni dalla firma di Luca Zaia sul progetto preliminare, che prevedeva la posa della prima pietra nel 2016 e il taglio del nastro nel 2018, il cronoprogramma per il nuovo ponte sul Piave a Vidor è al punto di partenza. Anzi, un po’ più indietro: non è sicuro nemmeno il tracciato della nuova strada di collegamento tra Destra e Sinistra Piave, tra vincoli della Sovrintendenza ed espropri da finalizzare.
Senza dimenticare, soprattutto, lo scoglio principale: servono almeno 30 milioni di euro. È quanto emerso dall’ultima riunione tra sindaci ed enti preposti alla sua realizzazione. Il primo cittadino di Vidor, Albino Cordiali, non perde l’ottimismo, ma riconosce che la strada è ancora molto lunga: «In questi giorni stiamo mettendo assieme tutte le osservazioni che ci sono arrivate, soprattutto sul tema sicurezza idraulica, perché il Piave è imprevedibile. Poi, fisseremo un nuovo incontro tra sindaci, Regione, Sovrintendenza, Genio Civile». Il ponte di Vidor è un tema caldo anche per la campagna elettorale alle elezioni regionali: nelle scorse settimane infatti la candidata del Pd alla Presidenza della Regione Alessandra Moretti ha incontrato Cordiali proprio su questo tema. E anche la corsa per la poltrona da sindaco di Vidor sarà inevitabilmente condizionata dalla discussione sul ponte, tema molto caro sia a Cordiali che al suo sfidante Egidio Costa. (a.d.p.)
NUOVO PONTE SUL PIAVE TRA COVOLO E VIDOR
Gentilissimi,
a seguito dell’articolo della Tribuna del 24.4 sopra riportato, mi preme esprimere alcune considerazioni a riguardo.
Stanno nascendo i primo ostacoli alla soluzione del nuovo ponte previsto lungo il tracciato proposto dai Sindaci, quello passante per Crocetta del Montello. I rilievi e le considerazioni negative su questo tracciato, evidenziate nella conferenza del 20 Maggio scorso da parte del sottoscritto, pesano su questa soluzione prevista sia dallo studio di fattibilità che dal progetto preliminare. Problemi di inserimento ambientale, idraulici, dovuti alla maggiore lunghezza ed alla tortuosità del tracciato ed ai conseguenti elevati costi di costruzione, di manutenzione e di percorrenza, oltre ai vincoli della Soprintendenza, non appaiono risolti nella soluzione proposta dai Sindaci. Il pericolo, per altro paventato nella citata conferenza, è che si debba ricominciare tutto da capo allungando i tempi di esecuzione del progetto. Il tracciato “delle barche”passante per Covolo, da me proposto, risolve bene invece le problematiche sollevate. Esso non avrebbe dato origine a dubbi sulla sicurezza idraulica, l’inserimento paesaggistico e ambientale e di rispetto delle preesistenze. Ma soprattutto, data la minore lunghezza del tracciato complessivo, esso comporta minori spese di costruzione, di manutenzione e nella successiva percorrenza.
Nonostante ripetute segnalazioni in merito, abbondantemente ignorate, si è dovuti arrivare a questo punto per ammettere che in alveo non si possono realizzare opere che ostacolino il libero deflusso delle acque.
Penso che la via di uscita sia quella di adottare da subito il tracciato “delle Barche” per Covolo, abbandonando quello “della Ghiaia” per Crocetta, altrimenti il rischio è che i citati ostacoli al progetto lo rendano irrealizzabile!
Sul tema della costruzione del nuovo ponte sul Piave è stato interessato, tramite un’interpellanza, anche il Comune di Montebelluna che si è impegnato, quale capofila, ad inserirlo tra gli argomenti di interesse dell’IPA Montello-Piave-Sile. Ma ad ora non sono giunte notizie di studi e di determinazioni a riguardo da parte di questo Ente.
Cordialmente,
Giorgio Bedin
